Introduzione
Per troppo tempo abbiamo creduto che il vino rosso fosse destinato alla carne e quello bianco al pesce. Una regola semplice, quasi didattica, ma ormai superata. Il gusto, come lo stile, non si può rinchiudere in formule: è fatto di sensibilità, di esperienza, e di curiosità. L’eleganza sta nel saper osare con equilibrio, non nel seguire ciecamente la tradizione.
Quando il rosso incontra il mare
L’idea che il vino rosso non possa accompagnare il pesce è uno dei luoghi comuni più resistenti. In realtà, basta scegliere etichette leggere, poco alcoliche e con tannini morbidi per scoprire abbinamenti sorprendenti.
Vini consigliati: Pinot Nero, Frappato, Bardolino e Valpolicella Classico sono ottimi esempi di rossi leggeri che non coprono i sapori delicati del pesce. Per piatti più strutturati o sughi di pomodoro, si possono invece considerare rossi più decisi come Chianti Classico, Etna Rosso o Barbera d’Asti, perfetti anche per pesci grassi come tonno, salmone e anguilla.
Abbinamenti in base al tipo di piatto
• Piatti leggeri: Zuppe di pesce, filetti di branzino, pesce al forno o alla griglia trovano armonia con vini rossi giovani e delicati come il Valpolicella Classico o un Pinot Nero fresco.
• Piatti ricchi e saporiti: Per sughi di pomodoro, pesce grasso o preparazioni con aglio e peperoncino, meglio optare per rossi più strutturati ma dai tannini rotondi come il Chianti Classico o l’Etna Rosso.
• Pesce crudo: Se vuoi osare, scegli vini rossi leggerissimi e fruttati come il Frappato o un Pinot Nero giovane: esaltano le note marine senza sovrastarle.
Esempi specifici
• Tonno: Pinot Nero o Frappato
• Salmone (marinato o affumicato): Pinot Nero o Dolcetto
• Sarde e sgombro: Chianti
• Pesce al forno o alla griglia: Valpolicella Classico
• Zuppa di pesce (es. caciucco): Barbera o Sangiovese
• Anguilla in umido: Falconaro
• Fritto misto: Lambrusco fresco
Quando il bianco veste la carne
Allo stesso modo, anche l’idea che il bianco debba accompagnare solo il pesce è riduttiva. I bianchi possono essere freschi, minerali e leggeri, ma anche corposi, complessi e strutturati — perfetti per esaltare la carne, specialmente quella bianca.
Per carni bianche (pollo, tacchino, coniglio)
Scegli vini bianchi leggeri e vivaci:
• Vermentino: fresco e minerale, ideale per preparazioni semplici.
• Sauvignon Blanc: erbaceo e fruttato, perfetto con carni condite con erbe aromatiche.
• Verdicchio: agrumato e floreale, ottimo con pollo arrosto o tacchino alla griglia.
• Chardonnay non barricato: versatile, si sposa bene con salse al burro o piatti cremosi.
Per carni rosse o più strutturate (manzo, agnello)
Servono bianchi più intensi e complessi:
• Chardonnay barricato: le note di vaniglia e burro si abbinano bene a bistecche e arrosti.
• Pinot Bianco: elegante e corposo, perfetto per carni cotte a bassa temperatura.
• Greco di Tufo: armonico e minerale, eccellente per tartare o carpacci.
• Pinot Grigio strutturato: ideale per carni alla brace o alla griglia.
Abbinamenti speciali
• Salse agrodolci o speziate: opta per un Gewürztraminer, aromatico e avvolgente.
• Carpacci e tartare: prova un Greco di Tufo o un Sauvignon del Collio.
• Grigliate: Chardonnay o Gewürztraminer possono accompagnare sia carne bianca che costolette di agnello.
Il gusto come libertà
Alla fine, ciò che conta non è la regola, ma la percezione. Un abbinamento riuscito è quello che amplifica l’esperienza, che crea armonia tra ciò che si mangia e ciò che si beve. Bere bene significa saper ascoltare, più che sapere a memoria.
Il vino parla di personalità: c’è chi ama le bollicine perché cerca la leggerezza, chi predilige un rosso intenso perché ama la profondità. Il vero gusto nasce dalla libertà di scegliere — di seguire il proprio palato, anche controcorrente. Perché, in fondo, la raffinatezza non è conformità: è consapevolezza.